TributarIA

Corte di Cassazione (penale)
Sentenza n. 37620/2026

deposito 28/10/2026 · ECLI:IT:CASS:2026:37620PEN

Reati tributari e penale dell'economiaContenzioso e processo tributario

Principio di diritto

In tema di sequestro probatorio disposto nell'ambito di un procedimento per reati tributari (associazione per delinquere, indebita compensazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fraudolente), la persona sottoposta alle indagini può proporre richiesta di riesame soltanto ove alleghi un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del vincolo sulla propria posizione, quale requisito necessario per l'ammissibilità di ogni impugnazione, non potendo tale interesse riferirsi al mero esito favorevole dello scrutinio sui presupposti del provvedimento cautelare, bensì all'eliminazione di un pregiudizio relativo a situazioni giuridiche soggettive tutelate dall'ordinamento; inoltre, il ricorso per cassazione avverso le ordinanze emesse in materia di sequestro probatorio è ammesso solo per violazione di legge, dovendosi in tale nozione ricomprendere gli errores in iudicando o in procedendo, nonché i vizi della motivazione così radicali da renderla mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza, con esclusione del mero dissenso sulla valutazione dei criteri di adeguatezza e proporzionalità della misura quando il giudice abbia diffusamente motivato sulle modalità di selezione del materiale informatico e sulla congruità del termine per le operazioni tecniche.

Scarica la sentenza (PDF) Fonte: Italgiure Archivio massime

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