Corte di Cassazione (penale)
Sentenza n. 30138/2026
Reati tributari e penale dell'economiaContenzioso e processo tributario
Principio di diritto
In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca del profitto dei reati tributari di cui agli artt. 2 e 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000, il legale rappresentante di una società, privo di procura speciale, non è legittimato a proporre ricorso per cassazione nell'interesse dell'ente, sicché il ricorso proposto in tale veste è inammissibile per difetto di legittimazione; con riferimento al ricorso proposto in proprio, il ricorrente non ha interesse concreto ed attuale a dolersi della quantificazione del profitto confiscabile e della proporzionalità del vincolo cautelare relativamente a beni intestati alla società, potendo far valere doglianze solo in relazione ai beni personalmente attinti dal sequestro; il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca del profitto dei reati tributari, soddisfa l'onere motivazionale in ordine al periculum in mora quando valorizzi elementi ulteriori e concreti, quali le modalità seriali e fraudolente della condotta (nella specie, l'utilizzo di numerose società cartiere rapidamente sostituite), idonei a far ritenere una fondata capacità di dispersione o trasferimento dei beni, senza fondare il pericolo sulla mera natura del reato contestato.