Corte di Cassazione (penale)
Sentenza n. 27549/2026
Reati tributari e penale dell'economiaContenzioso e processo tributario
Principio di diritto
In tema di sequestro probatorio di dispositivi informatici, la protrazione del vincolo cautelare, finalizzata all'individuazione ed estrazione dei dati rilevanti per le indagini, deve rispettare i principi di proporzionalità e adeguatezza, ma la sua ragionevole durata va rapportata alle difficoltà tecniche di apprensione dei dati, che risultano accresciute in caso di mancata collaborazione dell'indagato, il quale, non fornendo le chiavi di accesso ai supporti sequestrati, non può poi lamentarsi dell'estensione, temporale o tematica, della ricerca; inoltre, il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza confermativa del sequestro preventivo è ammesso, ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen., per il solo motivo di violazione di legge, sicché è inammissibile il ricorso che si risolva in una critica di merito sull'apparato indiziario posto a fondamento del fumus delicti del reato di riciclaggio.