TributarIA

Corte di Cassazione
Pronuncia n. 26397/2026

deposito 07/10/2026 · ECLI:IT:CASS:2026:26397CIV

AccertamentoContenzioso e processo tributario

Principio di diritto

In tema di accertamenti tributari, i poteri di verifica delle Direzioni regionali dell'Agenzia delle entrate, già attribuiti per disposizione regolamentare e riconosciuti dall'art. 27 del d.l. n. 185 del 2008, conv. in l. n. 2 del 2009 in via esclusiva per i c.d. grandi contribuenti, si estendono anche alle verifiche riconducibili alle attività di lotta antifrode disciplinate dall'art. 83, commi 5 e seguenti, del d.l. n. 112 del 2008, assegnate sul piano organizzativo territoriale agli Uffici antifrode regionali o agli Uffici controlli fiscali, secondo quanto disposto dalla circolare n. 13/E del 2009 dell'Agenzia delle entrate, senza che ciò si ponga in contrasto con la riserva di legge in materia fiscale né con l'art. 14 Cost., trattandosi di ripartizione di competenze operata in attuazione dei poteri di autorganizzazione conferiti dal d.lgs. n. 300 del 1999. Inoltre, la sentenza d'appello motivata per relationem è legittima solo se il giudice del gravame dia conto, sia pur sinteticamente, delle ragioni della conferma in relazione ai motivi di impugnazione, mentre va cassata la decisione con cui il giudice si sia limitato ad aderire acriticamente alla pronuncia di primo grado senza valutare l'infondatezza delle specifiche censure svolte in appello relative alla qualificazione delle operazioni come oggettivamente inesistenti.

Scarica la sentenza (PDF) Fonte: Italgiure Archivio massime

Contenuto divulgativo elaborato con l'ausilio dell'intelligenza artificiale dai testi ufficiali delle sentenze. Non costituisce consulenza professionale.