TributarIA

Corte di Cassazione
Pronuncia n. 22747/2026

deposito 06/07/2026 · ECLI:IT:CASS:2026:22747CIV

AccertamentoImposte dirette (IRPEF/IRES)

Principio di diritto

In tema di accertamento sintetico del reddito ai sensi dell'art. 38, comma quarto, del d.P.R. n. 600 del 1973, nella formulazione applicabile agli accertamenti successivi al 2009, la prova contraria gravante sul contribuente non si esaurisce nella dimostrazione della mera disponibilità di redditi ulteriori rispetto a quelli dichiarati, essendo necessario che egli dimostri l'entità di tali redditi, la "durata" del relativo possesso – ossia l'assenza di soluzione di continuità nella disponibilità della somma dal momento del suo conseguimento a quello dell'esborso patrimoniale – nonché elementi sintomatici del loro utilizzo, anche solo potenziale, per sostenere proprio le spese contestate; ne consegue che non è sufficiente, a tal fine, il generico riferimento ad uno scoperto bancario o ad una linea di credito concessa dall'istituto di credito per estinguere in unica soluzione un mutuo rateizzato, poiché la concessione del credito bancario, subordinata a requisiti di redditività o a disponibilità in garanzia, costituisce essa stessa indice di una maggiore disponibilità della quale il contribuente deve dimostrare l'assolvimento dei relativi oneri fiscali, non potendo altrimenti la presenza di una linea di credito, di qualunque importo, giustificare ogni maggiore disponibilità senza confrontarsi con la redditualità esposta in dichiarazione.

Scarica la sentenza (PDF) Fonte: Italgiure Archivio massime

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