Corte di Cassazione (penale)
Sentenza n. 30071/2026
Reati tributari e penale dell'economiaRiscossione
Principio di diritto
In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per i reati tributari, il profitto confiscabile, anche per equivalente, va individuato nel valore dei beni idonei a fungere da garanzia per l'Amministrazione finanziaria ai fini del recupero delle imposte evase, da quantificarsi secondo i criteri della riscossione coattiva dei tributi, sicché, ove il vincolo cautelare abbia ad oggetto beni immobili, opera quale limite massimo invalicabile il doppio dell'importo del debito tributario complessivo, ai sensi dell'art. 77, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. In tema di reati tributari, i proventi da reato, ivi compresi quelli derivanti da appropriazione indebita ai danni dei clienti, rientrano, ai sensi dell'art. 14, comma 4, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, tra le categorie di reddito tassabile di cui all'art. 6, comma 1, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, con conseguente obbligo di dichiarazione e versamento, sicché la loro omessa indicazione nel modello dichiarativo integra il delitto di dichiarazione infedele di cui all'art. 4 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.