Corte di Cassazione (penale)
Sentenza n. 29097/2026
Reati tributari e penale dell'economia
Principio di diritto
In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto di reati - tra cui figuri anche un reato tributario, quale la dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ex art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 - commessi dalla persona fisica nell'interesse e a vantaggio dell'ente, il principio enunciato dalle Sezioni Unite (Massini) secondo cui la misura ablativa deve colpire ciascun concorrente solo per la quota di profitto effettivamente conseguita, con esclusione del vincolo di solidarietà passiva, opera esclusivamente nell'ambito del concorso di persone nel reato e non è estensibile al diverso rapporto tra la responsabilità penale dell'autore del reato-presupposto e la responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi dell'art. 8 d.lgs. n. 231 del 2001, attesa l'autonomia delle due forme di responsabilità; ne consegue che il sequestro preventivo, in caso di incapienza del patrimonio dell'ente, può essere legittimamente disposto anche sui beni della persona fisica sino a concorrenza dell'intero importo del profitto del reato, indipendentemente dall'accertamento di un suo personale arricchimento.