Corte di Cassazione
Pronuncia n. 22728/2026
Principio di diritto
In tema di accertamenti bancari, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 e dell'art. 51 del d.P.R. n. 633 del 1972, le movimentazioni riscontrate sui conti correnti riconducibili al contribuente integrano una presunzione legale relativa di maggiori redditi, superabile soltanto mediante la dimostrazione analitica, da parte del contribuente, della riferibilità di ciascuna movimentazione ad operazioni non imponibili, non essendo sufficienti generiche considerazioni o il mero richiamo alla possibilità di opporre presunzioni semplici prive di concreti elementi di riscontro; ne consegue che, qualora il contribuente eserciti contemporaneamente un'attività di lavoro autonomo e un'attività d'impresa, soggette a diversa imposizione e modalità di accertamento, è legittima e ragionevole la ripartizione, operata dall'Amministrazione finanziaria, dei redditi non giustificati tra le due attività in proporzione ai ricavi dichiarati dallo stesso contribuente per ciascuna di esse.